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Sistema Progettificio


FORM-AZIONE per le imprese
L’approccio alla formazione per le imprese è complesso e di fondamentale importanza per la competitività, la sostenibilità e la crescita di un’azienda oggi, in rapporto alla dimensione globalizzata dei mercati. Se parliamo di “formazione” spesso immaginiamo un docente che, con modalità “frontale”, espone un contenuto a persone che prendono appunti e studiano sui testi. Noi ritieniamo che questa non sia la modalità migliore per apprendere: l’apprendimento in azienda deve possedere un taglio pratico, incentrato sulla risoluzione di problematiche reali, con l’aiuto di buoni materiali informativi ed il supporto di esperti che sappiano stimolare l’interattività e la partecipazione dei propri interlocutori. Si permette così alla persona di “costruire consapevolmente” il proprio sapere sperimentando di persona i nuovi contenuti da apprendere anziché “ricevere” semplicemente informazioni “fredde”. Parliamo di una forma di crescita globale, personale e professionale, utile in primo luogo al lavoratore nella sua vita professionale presente e futura, e spendibile concretamente a beneficio dell’azienda e dell’imprenditore.
 
Metodologie attive
A proposito di FormAzione, intesa come processo interattivo e dinamico, Studio PiEsse Progettificio e Laboratorificio® vuole porre l’accento sulle cosiddette “metodologie attive”, utilizzate dai propri specialisti nel campo dell’apprendimento e della consulenza aziendale. Sapere, sapere essere, saper fare e saper divenire sono le forme secondo le quali individuiamo gli apprendimenti, a carattere tecnico formale (sapere), nella dimensione relazionale (saper essere), in ottica pratica (saper fare) e di autoapprendimento durante tutto l’arco della vita, in futuro (saper divenire). A tale proposito, utilizziamo i seguenti strumenti operativi:
 
Micro-formazione
È lo strumento privilegiato nei casi in cui la finalità prevalente del momento formativo, con tempi molto contenuti, sia costituita dalla trasmissione rapida di concetti, informazioni e schemi interpretativi. Consente di apprendere un elevato numero di informazioni e contenuti in un breve periodo e, proprio per questo, i moduli corsuali sono strutturati in singoli incontri tematici di max 4 ore totali.
 
Teambuilding e dintorni
Il gruppo è un utilissimo strumento nell'attività formativa, veicolo di condivisione e volano di moltiplicazione dei saperi e di soluzioni innovative. La sua importanza nella formazione è legata soprattutto alle possibilità di confronto, sviluppo dei rapporti interpersonali, di apprendimento, di empowerment dell'identità, dei ruoli e delle capacità relazionali, spesso in abbinamento alla pratica in outodoor. Il teambuilding nelle tre fasi (A-B-A: Action, Briefing e Debriefing) contempla, ad esempio, proposte di gaming (serious games), problem solving, case study, ricerca d’aula ed autocasi, modalità di intervento che risultano particolarmente utili per l'analisi di situazioni oppure per affrontare problemi complessi con caratteristiche di esemplarità, per promuovere l'apprendimento del “come diagnosticare e intervenire”, su situazioni analoghe a quelle contenute nel caso esposto e discusso. Inoltre, grazie ad esso si sviluppano le capacità di analisi e decisione, personali e di gruppo. Allo stesso modo, l’utilizzo di metodologie di ricerca d'aula e di autocasi, piuttosto che tecniche assimilate al teatro d’impresa come il Playback Theater, consistenti nella ri-elaborazione e nello studio di casi originati dal vissuto delle storie professionali personali degli stessi partecipanti in aula, hanno come obiettivo la realizzazione di un resoconto che il partecipante coinvolto contribuisce a ricostruire attraverso le dinamiche di gruppo ed analizzare con il supporto dei facilitatori d’aula-docenti e gli altri componenti.
 
I business games
Parliamo di una metodologia di tipo ludico. Il business game è un “caso”, cui sono state aggiunte delle conseguenze derivanti da decisioni ed è condizionato dalla dimensione temporale. L’obiettivo del B.G. è quello di ricreare un ambiente più possibile vicino alla realtà, per consentire ai partecipanti di prendere decisioni in situazioni controllate. Proprio per questo, è riconducibile alla metodologia della simulazione.
 
Il role-playing
Questa è una particolare tipologia di esercitazione che richiede ad alcuni partecipanti di svolgere per un tempo limitato il ruolo di "attori", che rappresentano delle situazioni scelte, di interazione lavorativa. Ciò consente un’esplicitazione e un'analisi profonda dei vissuti, delle dinamiche interpersonali, una modalità di esercizio degli specifici ruoli e dei processi di comunicazione che interagiscono nel contesto rappresentato. Inoltre, essa consente una visione dall'esterno della rappresentazione, di fondamentale importanza per la risoluzione di problematiche di vario genere. Il role-playing deriva dallo psicodramma, dal sociodramma, dalle tecniche sulle dinamiche di gruppo (T-Group) e dai gruppi di analisi a orientamento clinico. Alcune tecniche che possono essere impiegate: l'inversione dei ruoli, il soliloquio, la tecnica dello specchio, la rotazione dei ruoli, il role-playing multiplo.
 
Le esercitazioni analogiche
Consistono in giochi psicologici, ovvero in esercitazioni su problemi reali affrontate in condizioni di rischio limitato e in chiave ludica. Esempi famosi sono: il dilemma del prigioniero, l'astronauta, il mosaico, ecc. Ci si riferisce anche a queste metodologie come "giochi d'aula".
 
L'esercitazione autocentrata: il T-Group
Il T-Group è una particolare metodologia formativa che costituisce, a causa della sua origine, un tipico esempio di serendipity. I T-Group nacquero quasi per caso, durante la realizzazione di gruppi di discussione che a un certo punto si trasformarono in gruppi di discussione sul gruppo stesso. Eliminando deliberatamente temi e contenuti prestabiliti, si dà modo alle dinamiche di interazione di emergere e manifestarsi in modo evidente. Il T-Group è una modalità formativa particolare, artificiale e assolutamente non comune nelle normali interazioni comunicative di ogni giorno, di tipo esperenziale; la sua durata è all’incirca di tre giorni, con modalità residenziale, ovvero si pernotta nello stesso ambiente dove si tengono i gruppi (da 10-12 persone più un conduttore (trainer) e un osservatore). Il gruppo al lavoro inizia con una ricerca, sempre più affannosa, di significato da attribuire all'esperienza che viene ad essere continuamente negoziato, concordato e costruito. Emergono così prese di posizione, tentate leadership, alleanze, antipatie, aggressioni verbali, tentativi d'imporre la propria visione riguardo a ciò che sta accadendo e così via.
 

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